Alcuni cenni storici sulla formazione in Italia


Il tema della formazione mi ha sempre interessato e mi sono dedicato ad esso in modo continuativo sin dal 1977, per più di 36 anni. Allora avevo appena 30 anni e in Italia non vi erano ancora corsi di formazione, così ho preso l’iniziativa di organizzarli e proporre il progetto al consiglio direttivo della Federazione Italiana Yoga, di cui ero stato appena eletto presidente. Chiesi la collaborazione di tanti insegnanti per sopperire alle difficoltà iniziali, rappresentate soprattutto dalla mancanza di esperienza nel campo della formazione, e formammo così un gruppo di una decina di maestri disposti a prestare il loro insegnamento.

Nell’ottobre di quell’anno (1977) fondai il primo corso di formazione a Roma per conto della Federazione Italiana Yoga e poi ne organizzai tanti altri a Milano, Padova, Firenze per circa 20 anni. Ho anche insegnato presso l’ISYCO, un’organizzazione orientata alla formazione e in corsi tenuti dalla Federazione Mediterranea Yoga.Quasi in tutti i corsi di formazione che fanno capo a federazioni o ad altre organizzazioni, si ritrova la stessa impostazione che mostra inevitabilmente molte lacune.

Nel 2000 presi una decisione, quella di cambiare una formula che mi sembrava vecchia e antiquata. Poteva andare bene negli anni ’70, ma dopo trent’anni non si poteva più pensare che la formazione potesse basarsi su un insegnamento “pluridirezionale” con diverse metodologie a volte anche in contrapposizione tra loro. Mi sembrava un controsenso visto che in quel modo ci si limitava ad “informare” senza riuscire mai ad approfondire un vero cammino di ricerca. Era una modalità che creava conflitti, disorientamento e diffondeva insicurezza, disordine. All’allievo venivano date tante nozioni e tanti modi di praticare stimolando così un apprendimento più intellettuale, nozionistico e non esperienziale. L’allievo poi, completato il corso, si trova a dover fare una scelta e cercare di approfondire uno dei metodi appresi. Solo allora può aver inizio la sua vera formazione con l’insegnante che ha conosciuto al corso e con il quale ha stabilito una certa intesa e chiedergli di aiutarlo ad approfondire il metodo. In sintesi, l’allievo ha frequentato 4 anni di corso e si ritrova con tante conoscenze informative, ma non riesce ad organizzare un insegnamento perché assalito da tanti dubbi.

In altri casi, l’allievo si trova, appena finito il corso, cioè all’inizio della sua attività professionale, a dover fare delle sintesi di metodi, un lavoro molto complesso che richiede delle scelte oculate se si vuole dare un insegnamento armonioso ed efficace.


Presentazione


Per tutte queste ragioni pensai che la cosa migliore da fare sarebbe stata capire come la formazione avveniva nell’antica tradizione e cercare di tradurla in una formula adatta ai nostri tempi, salvaguardando il messaggio originale. Per questo era importante immergersi nella lettura integrale dei testi e comprendere il senso profondo che emanava dalla lettura e dai commenti più rappresentativi.

Non dobbiamo dimenticare una considerazione, che il primo allievo siamo “noi stessi”. E quindi è importante imparare ad insegnare lo yoga perché lo dovremo fare prima di tutto con noi stessi. Il corso si svolgerà in una sede residenziale per consentire a tutti di ritirarsi per due giorni interi ogni due mesi circa e dedicarsi completamente alla ricerca. Gli argomenti trattati riguardano solo lo yoga senza nessun “arricchimento” di altre discipline per coltivare sinergie sperimentali.

Il corso non si baserà unicamente sull’acquisizione di nozioni teoriche, ma si orienterà fondamentalmente su una pratica accurata e personalizzata nonché sullo sviluppo della riflessione, dell’indagine e del confronto.

Ai nostri giorni, lo sviluppo delle facoltà umane è fortemente sbilanciato ed è principalmente rappresentato su alcune funzioni delle facoltà cerebrali (ragionamento, logica, memoria, automatismi) e di alcune abilità fisico-ginniche (forza, potenza, tonicità, velocità). A queste facoltà andrebbero, con la pratica dello yoga, affiancate altre molto meno utilizzate e apprezzate, come la qualità dell’osservazione e dell’accoglienza nutrita dall’innocenza, senza nessun movente, dalla tenerezza e dalla duttilità.

Dal punto di vista fisico andrebbe sviluppata la capacità di un abbandono esteso e flessibile, il rilassamento cosciente e il profondo rispetto per il corpo, attraverso un rapporto non violento, alimentato dalla comprensione e dall’accoglienza. Una capacità quasi del tutto ignorata è poi lo sviluppo della facoltà percettiva sensoriale. Queste ultime facoltà abbinate a quelle precedenti porterebbero sicuramente ad uno sviluppo più armonioso della propria personalità.

Pertanto il ruolo prioritario dell'insegnante di yoga è cercare di individuare il profilo da sostenere più adatto ai nostri tempi, quale educatore che sa dare una direzione al pensare, una solidità al sistema nervoso e un equilibrio bio-chimico-energetico nel rispetto dei dettami della tradizione.

Il mezzo per raggiungere una formazione adeguata è prima di tutto puntare su una propria comprensione che porterà ad individuare l’intento più vero e profondo; farlo proprio, per poi ricercare una trasformazione interiore fondata su una pratica concreta e rigorosa nutrita dallo studio, il confronto e lo scambio sulle più importanti tematiche riportate sui testi di riferimento. Solo allora l’adepto potrà sentire che l’insegnamento dello yoga è soprattutto un impellente bisogno di informare e condividere con altri ciò che si è sperimentato, realizzato e compreso.
Per riuscire a fare tutto questo è necessario isolarsi da tutte le interferenze senza lasciarsi distrarre, praticare, leggere, studiare, riflettere e condividere nello spirito più vero del sangha; è per questo motivo che il presente corso è stato ideato in una forma residenziale, con seminari e ritiri durante i week-end. In tal modo avremo il tempo necessario a leggere insieme alcuni testi tradizionali, per poi commentarli alla luce non solo della pratica di asana, pranayama, ma anche degli aspetti più significativi della vita quotidiana e delle innumerevoli tematiche applicate alla didattica stessa dello yoga.


Antonio Nuzzo




Informazioni pratiche








A little history on yoga teacher training in Italy


I have always been interested in teacher training and I have dedicated myself to it since 1977, for more than 36 years. At the time, I was just 30 years old and there were no teacher training programs in Italy, so I organized them and proposed the project to the Board of Directors of the Italian Yoga Federation, of which I had just been elected president. I asked other teachers to collaborate in order to overcome the initial difficulties, mainly due to the lack of experience in training programs, so we formed a group of about ten teachers who were willing to share their teaching.

In October of that year, (1977) I founded the first teacher training program in Rome for the Italian Yoga Federation, then I organized others in Milan, Padua and Florence for about 20 years. I also taught at ISYCO, an organization oriented towards teaching programs for the Mediterranean Yoga Federation. In almost all the teacher training programs of federations or other organizations, the same preparation is found that is invariably full of omissions.

In the year 2000, I decided to change the formula that seemed old and antiquated. It worked in the ‘70’s, but after 30 years the teacher training couldn’t be based on a “multi-directional” approach, with several methods often in contraposition. It seemed contradictory because in that way, one was mainly “informing” without ever succeeding in a true path of research.

It was a methodology that created conflict, was disorienting and spread insecurity, disorder. The student received many notions and many ways of practicing, stimulating an intellectual and conceptual comprehension, but an not experiential one. After completing the course, the student finds that he needs to make choices and needs to try to deepen one of the methods learned. Only then, can he begin his real training with the teacher, that he met at the course and with whom he established an understanding and ask him to help him go into the method in more depth.

In synthesis, the student attended a 4 year course and finds himself full of information but has difficulty organizing a teaching method because he is full of doubts. In other cases, at the end of the course, the student finds himself at the beginning of his professional activity in need of a synthesis of teaching methods, a very complex operation, that requires hidden choices if one wants to teach harmoniously and efficiently.


Presentation


For all these reasons I thought that the best solution was to try to understand how teacher training occurred in the antique tradition and try to translate it into a formula applicable to our times, still maintaining the original message. For this reason, a full immersion into an integral study of the texts was important as well as understanding their profound meaning along with the most representative commentaries.

We can’t forget that , “we ourselves” are our the first student. What becomes important is to learn about yoga and to teach it by beginning with ourselves. The course would be held in a residential environment so that everybody could retreat for two entire days every two months and completely dedicate themselves to this research.

The subjects would only be relevant to yoga without any “enrichment” from other disciplines in order to cultivate experimental synergies. The course would not be based on the acquisition of theoretical notions, but would be oriented on an accurate and personalized practice and on the development of reflection, inquiry and sharing.

Now a days, the development of our human faculties is strongly unbalanced and is mainly represented by several functions of our cerebral abilities ( reasoning, logic, memory, automatic reactions) and of different physical capacities ( force, potency, muscle tone, velocity). Alongside these faculties, with yoga practice, others should be considered that are usually not used and appreciated such as the quality of observation and acceptance both nurtured by innocence, tenderness and adaptability without any motivating force.

From a physical point of view, several skills should be developed: extended and flexible abandonment, conscious relaxation and deep respect for one’s body, through a non- violent relationship nurtured by understanding and acceptance. The development of the sensory perception faculty is an ability often ignored. These last faculties, together with the previous ones, would surely bring about a more harmonious development of one’s personality.

The primary role of the yoga teacher is therefore to find the profile best suited to our times, as an educator who knows how to give a direction to one’s thoughts, solidity to the nervous system and bio-chemical-energetic equilibrium according to the precepts of tradition.

There is only one way to reach adequate formation and that is, to focus on knowing oneself. This will help one find the deep intention; making it one’s own. Subsequently, searching for an interior transformation based on a concrete and rigorous practice in turn nurtured by studying, comparing and sharing the most important themes found in the reference books. Only then can the initiate feel that teaching yoga is above all a compelling drive to inform and share with others that which one has experienced, realized and understood.

To accomplish all of this, it is necessary to isolate oneself from all the interferences without being distracted, by practicing, reading, studying, reflecting and sharing in the true spirit of sangha; it is for this reason that the present course has been created in a residential form, with workshops and retreats during weekends. Thus there will be enough time to read a few traditional texts together, to comment them, not only with respect to the practice of āsana, prānāyāma, but also with regards to significant aspects of everyday living and the innumerable themes applicable to the very didactic of yoga.



Antonio Nuzzo




Practical information